City sea, ristorante, lounge bar

City sea, ristorante, lounge bar

Con l’apertura di citysea si arricchiscono le attività e le funzioni del Marina Yachting. Si tratta di un format che contiene diverse identità una brasserie al piano
Terra e un Lounge bar ristorante al piano primo.

La cucina è la pancia di questa Balena, il fulcro del progetto, il soffitto in continuità con la sala è nero per esaltare l’acciaio, delle macchine a gas, dei forni dei frigo. Continuando su questa ricercata analogia, Il bar centrale è la plancia di comando che dialoga con tutto lo spazio circostante che domina tutti i punti cardinali tramite le vetrate che svelano la città. Alle pareti due installazioni di Francesco Ferla cui abbiamo chiesto di farci vedere Palermo attraverso le carte nautiche, per aiutarci ad orientare in questa nuova dimensione evocata da tutto l’intervento di Palermo città di mare. Abbiamo trattato questo grande open space come il ponte di questo transatlantico stabilmente ancorato nel Porto, e che dalle finestre offre un punto di vista privilegiato della città dal mare, prospettiva del tutto desueta che, ci auguriamo ci aiuti a ricordare la bellezza irredimibile di Palermo costretta tra il mare e le montagne e punteggiata di cupole che si riflettono sugli specchi e invadono lo spazio interno. La terrazza giardino estende lo spazio interno rappresentando la sua prosecuzione. Qui un giardino lussureggiante gli conferisce una dimensione di piccola oasi urbana.

Alla Brasserie abbiamo dato un carattere di massima semplicità il bancone rivestito in ceramica verde smaltato riflette i colori del lago e del castello. A questo piano le vetrate si aprono a pacchetto per annullare la separazione tra interno ed esterno. A questo piano tramite il cortile si accede alla hall dove abbiamo usato, un listelli lavorati diversamente la medesima pietra basaltica usata per rivestire la facciata dell’edificio. La scala anch’essa rivestita in pietra consente di accedere al primo piano. Qui, coerentemente con la nostra visione ci siamo limitati all’introduzione di pochi elementi e all’uso di pochi materiali: la pietra lavica, il ferro brunito e ottonato e il legno. Tutti gli architetti memori degli insegnamenti di Le Corbusier Subiscono il fascino dei transatlantici, qui abbiamo cercato di generare un paesaggio interno che guardasse a quel mondo. In questa logica la cucina, è pensata come la sala macchine di questa nave ed è a vista per svelare ai clienti o meglio ai passeggeri, la qualità del motore e l’abilità dei “macchinisti” che la animano.

La cucina è la pancia di questa Balena, il fulcro del progetto, il soffitto in continuità con la sala è nero per esaltare l’acciaio, delle macchine a gas, dei forni dei frigo. Continuando su questa ricercata analogia, Il bar centrale è la plancia di comando che dialoga con tutto lo spazio circostante che domina tutti i punti cardinali tramite le vetrate che svelano la città. Alle pareti due installazioni di Francesco Ferla cui abbiamo chiesto di farci vedere Palermo attraverso le carte nautiche, per aiutarci ad orientare in questa nuova dimensione evocata da tutto l’intervento di Palermo città di mare. Abbiamo trattato questo grande open space come il ponte di questo transatlantico stabilmente ancorato nel Porto, e che dalle finestre offre un punto di vista privilegiato della città dal mare, prospettiva del tutto desueta che, ci auguriamo ci aiuti a ricordare la bellezza irredimibile di Palermo costretta tra il mare e le montagne e punteggiata di cupole che si riflettono sugli specchi e invadono lo spazio interno. La terrazza giardino estende lo spazio interno rappresentando la sua prosecuzione. Qui un giardino lussureggiante gli conferisce una dimensione di piccola oasi urbana.

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